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3 luglio 2026 · 4 min di lettura

Fatturazione a corpo: cos'è e quando conviene

Fatturazione a corpo: cos'è, come si distingue da a misura e tempo e materiali, quando conviene e perché il margine dipende tutto dalla stima iniziale.

Fatturazione a corpo: cos'è e quando conviene

Nella fatturazione a corpo concordi un prezzo fisso per l’intero lavoro, definito prima di iniziare e indipendente dalle ore che poi servono davvero. Il cliente sa dall’inizio quanto spenderà; tu ti impegni a consegnare quel risultato a quel prezzo. È la modalità più semplice da presentare e da vendere, ma anche quella in cui il margine dipende interamente da come hai stimato. Ecco cosa cambia rispetto alle altre modalità e quando conviene davvero.

A corpo, a misura, a consuntivo: le differenze

Le tre logiche non si distinguono per come emetti la fattura, ma per chi si prende il rischio della stima.

  • A corpo. Prezzo unico e fisso per un risultato definito. Se il lavoro richiede più ore del previsto, la differenza la paghi tu. Se ne richiede meno, il margine cresce. Il rischio è tutto sull’esecutore.
  • A misura. Il prezzo si aggancia alle quantità realmente eseguite (metri, pezzi, licenze) per un prezzo unitario concordato. Non sai in partenza il totale, ma ogni unità in più è fatturata: il rischio quantità è sul cliente.
  • Tempo e materiali (T&M). Fatturi ore e materiali a consuntivo, quello che consumi. È la logica più flessibile e la più trasparente sul rischio, che resta quasi tutto sul cliente. Vedi il tempo e materiali a glossario.
  • A SAL. Non è un’alternativa alle precedenti ma un modo di rateizzare l’incasso: fatturi per stati di avanzamento man mano che l’opera procede. Un lavoro a corpo si può benissimo incassare a SAL.

Se vuoi il quadro completo delle modalità che convivono in una commessa, parti dai cinque tipi di fatturazione su commessa.

Quando conviene (e quando no)

La fatturazione a corpo conviene quando il perimetro è chiaro e stimabile. Un intervento ripetitivo, un’installazione standard, un progetto già fatto decine di volte: qui conosci le ore, il prezzo fisso ti fa guadagnare in semplicità e il cliente apprezza la certezza della spesa.

Diventa rischiosa quando lo scope è incerto. Se il capitolato è vago, se il cliente aggiungerà richieste in corsa, se la tecnologia è nuova per te, la stima iniziale è una scommessa. E in un lavoro a corpo lo sforamento se lo mangia il margine: ogni ora extra non prevista è un’ora non fatturata. In questi casi una logica a misura o a T&M protegge molto di più.

Il segnale d’allarme è quasi sempre lo stesso: richieste fuori perimetro che si accumulano senza che nessuno le riconosca come extra. A corpo, tutto ciò che non era nel prezzo iniziale è lavoro regalato.

Il rischio nascosto: il margine

Il vero problema della fatturazione a corpo è che il prezzo lo blocchi all’inizio, ma i costi li scopri strada facendo. Il margine non dipende da come fatturi: dipende da quanto è stata precisa la stima e da quanto tieni sotto controllo le ore reali mentre il lavoro procede.

Qui si annida l’errore più costoso: senza consuntivazione delle ore non sai se ci stai guadagnando. La fattura è chiusa e uguale per tutti, ma una commessa a corpo che ha bruciato il doppio delle ore preventivate marginava male già a metà lavoro, solo che nessuno lo vedeva. Il calcolo della marginalità su un lavoro a corpo non si fa a consuntivo finale: va tenuto vivo per tutta la durata, confrontando di continuo il prezzo fisso con i costi che maturano.

Gestirla bene

Gestire bene la fatturazione a corpo significa tenere insieme tre numeri che di solito vivono separati: il prezzo a corpo concordato, le ore realmente consumate e il margine che ne risulta in ogni momento. Finché il prezzo sta in un preventivo, le ore in un foglio e il margine in nessun posto, scopri di aver sbagliato la stima solo a lavoro finito.

È il punto in cui interviene Talete: la fatturazione a corpo è una delle cinque modalità (a corpo, a misura, tempo e materiali, SAL, canoni ricorrenti) che convivono nella stessa commessa dentro Microsoft Dynamics 365 Business Central. Il prezzo fisso resta agganciato alle ore reali e alla marginalità, aggiornata in tempo reale: sai se un lavoro a corpo sta guadagnando mentre lo esegui, non tre mesi dopo. Non un gestionale in più, ma il pezzo che mancava al tuo Business Central.

Il punto

La fatturazione a corpo non è né buona né cattiva: è la modalità giusta quando il perimetro è chiaro e la stima è solida, ed è una trappola quando lo scope è incerto e nessuno controlla le ore. La differenza tra le due situazioni non la fa il tipo di fattura, ma la capacità di vedere il margine mentre la commessa avanza.

Vuoi vedere prezzo a corpo, ore e margine convivere su un caso concreto? Prova la demo interattiva o confronta le modalità di fatturazione su un’unica commessa.

Domande frequenti

Cosa significa fatturare a corpo? +

Significa concordare un prezzo fisso per l'intero lavoro, definito prima di iniziare e indipendente dalle ore che poi servono davvero. Il cliente sa quanto spenderà; il rischio di sforare la stima resta a carico di chi esegue.

Meglio la fatturazione a corpo o a misura? +

Dipende da quanto è definito il perimetro. A corpo conviene quando lo scope è chiaro e stimabile con precisione; a misura è più adatta quando le quantità non sono note in partenza e si misura il fatto realmente eseguito.

Come si controlla il margine su un lavoro a corpo? +

Confrontando di continuo il prezzo fisso pattuito con le ore e i costi reali consumati. Senza consuntivazione il margine resta invisibile fino alla fine, quando è troppo tardi per reagire.

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